In orbita tra satelliti e rifiuti spaziali

Detriti e satelliti in orbita

Grazie ad una mappa interattiva possiamo visualizzare la reale quantità di oggetti e rifiuti spaziali intorno alla Terra

Stuff in Space è un catalogo interattivo che ci consente di sapere quanti e quali oggetti orbitano sopra alle nostre teste

Nel 1987 lo scrittore Frank White coniò il termine “Overview Effect” per descrivere il sentimento di meraviglia che alcuni astronauti raccontarono di aver provato dopo aver osservato la Terra dallo Spazio. Si tratta di un fenomeno psicologico profondo, scaturito dallo spettacolo d’insieme di bellezza e fragilità che il nostro pianeta offre da un punto di vista esterno. Un’esperienza diretta della precarietà dell’Uomo e dell’artificialità dei confini, che la maggior parte di noi può solo immaginare a livello intellettivo.

Lo splendore della Terra dalla Stazione Spaziale Internazionale. Video: NASA Astronauts

21 mila oggetti in orbita

Osservando da un punto di vista diverso la Terra di oggi però, a causa di un numero impressionante di satelliti e rifiuti spaziali, cedere alle riflessioni filosofiche potrebbe essere più difficile.

Secondo il NASA’s Orbital Debris Program Office, intorno al nostro pianeta orbitano 21 mila oggetti spaziali come satelliti, rottami e detriti. (solo considerando quelli maggiori di 10 cm).

Stuff in Space: una mappa interattiva

A oltre 60 anni dal lancio di Sputnik nel 1957, la situazione intorno all’atmosfera è abbastanza congestionata, ma se pensiamo a tutti i servizi tecnologici legati ai segnali satellitari di cui usufruiamo non possiamo stupirci.

A concretizzare questa metallica nube spaziale ci ha pensato James Yoder, dell’Univesità del Texas, creando un sito web che traccia in tempo reale qualsiasi oggetto orbitante intorno alla Terra.

Stuff in Space ci dà la possibilità di conoscere anno di lancio, velocità, altitudine e inclinazione dell’orbita di ogni oggetto catalogato, cliccando semplicemente su uno dei migliaia di puntini colorati.

Per rendere la navigazione più facile – e decisamente avvincente – Yoder ha suddiviso ogni oggetto spaziale in tre categorie: i satelliti in rosso, i rottami dei razzi in blu, i detriti in grigio.

Uno screenshot da stuffin.space

Un ulteriore filtro interessante è la distinzione dei vari satelliti in gruppi, come ad esempio quelli impiegati per le comunicazioni GPS. Questi oggetti, a cui dobbiamo la sensazionale utilità dei nostri smartphone, formano linee geometriche quasi artistiche ricordando un po’ i disegni fatti con Spirality.

Uno strumento per sicurezza e consapevolezza

Stuff in Space, che Yoder ha ideato prima ancora di iscriversi alla facoltà di ingegneria elettronica e informatica, ha l’obiettivo di promuovere la sicurezza dei voli spaziali condividendo le informazioni delle agenzie, dei proprietari dei satelliti, di operatori e personale accademico.

Un ottimo lavoro!

Per approfondire:
http://stuffin.space/

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